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PER GDO, TLC E VENDING IL MOBILE PAYMENT È IL FUTURO

mercoledì, 10 febbraio 2010

Grande distribuzione, telecomunicazioni e autostrade sono i settori maggiormente interessati allo sviluppo dei sistemi di mobile payment. L’indicazione arriva dall’osservatorio della School of management del Politecnico di Milano. Dalla survey condotte su 3 categorie di esercenti è emerso che Gdo e Gestori di sistemi automatici di vendita (snack, bevande, ecc.) adotterebbero il Mobile Payment, rispettivamente al 71% e 78%. I piccoli esercenti, invece – tabaccai, edicolanti e bar – , sono per lo più avversi ai Mobile payment (71% degli intervistati).

La predisposizione all’adozione va di pari passo con il grado di conoscenza del mobile payment: l’86% nella Gdo dimostra di conoscere queste applicazioni, per scendere all’ 80% tra i gestori di vending machine, fino al 31% di tabaccai, edicolanti e bar.

Gli esercenti più predisposti ad adottare il mobile payment si aspettano un miglioramento del livello di servizio (il 76% nella Gdo, il 75% tra i gestori di vending) e un miglioramento nell’efficienza dei processi (il 48% nella Gdo, il 70% tra i gestori di vending).

I motivi di non adozione risultano invece diversi: nella Gdo si teme la scarsa conoscenza di queste soluzioni da parte dei consumatori (64%) assieme al timore di dover affrontare consistenti investimenti per l’deguamento dei sistemi (61%); un freno simile lo si rileva anche nel vending (75%), unito ai timori per l’ingresso di nuove figure dal mondo dei pagamenti (53%). Tabaccai, edicolanti e bar temono infine la complessità del servizio rispetto al contante (33%), non percependo i benefici nel medio termine dovuti ai nuovi sistemi di pagamento (riduzione dei costi di gestione del contante, riduzione del rischio furti, ecc.).

Va sottolineato che spostare i pagamenti su di un canale elettronico significa per gli esercenti vedere ridotta la percentuale di “sommerso” (fattore che sembra incidere sul processo di accettazione di queste soluzioni). Mentre per lo stesso motivo si rivela un’opportunità interessante per i regolatori e il sistema finanziario.

HP: LE NUOVE TECNOLOGIE PER RISPARMIARE

giovedì, 11 giugno 2009

Le novità introdotte da HP nel programma Eco Solutions offriranno a consumatori, piccole e medie aziende e grandi imprese (inclusa HP) un ritorno sugli investimenti concreto attraverso risparmi finanziari e un “ritorno ambientale” realizzato risparmiando sui consumi energetici, emissioni nocive e produzione di rifiuti.
A tal proposito HP raddoppierà il numero di piattaforme server HP ProLiant G6, mettendo a disposizione il più alto numero di piattaforme server x86 con la massima efficienza energetica sul mercato rispetto a qualunque altro vendor. Inoltre, l’azienda ha fissato un nuovo obiettivo: risparmiare 1 miliardo di chilowattora (kWh) di energia elettrica entro il 2011 ricorrendo a differenti e numerose strategie di design dei suoi prodotti.
Nell’area delle tecnologie di stampa, la società ha lanciato per le grandi organizzazioni aziendali il programma HP Eco Solutions, che comprende HP Web Jetadmin Eco Solutions Reports e il nuovo HP Carbon Footprint Calculator per la stampa, che aiutano i clienti a risparmiare denaro riducendo i consumi di carta e di energia.
Ventisei famiglie di prodotti della gamma di pc HP propongono configurazioni conformi alle specifiche Energy Star 5.0, che richiedono un’alimentazione interna efficiente all’85 per cento. Nel 2008, HP ha consegnato oltre 25 milioni di stampanti certificate Energy Star. Inoltre, tutte le nuove linee 2009 di stampanti HP LaserJet e inkjet proporranno modelli classificati Energy Star.
Entro il 2011 l’azienda prevede di impiegare 46 milioni di kg di plastica riciclata per realizzare i propri prodotti di stampa (valore cumulato dal 2007). In prospettiva, tale ammontare equivale a sottrarre alle discariche 4 miliardi di bottiglie di plastica.
HP ha inoltre esteso il proprio programma di ritiro e riciclo Planet Partners ai clienti di Arabia Saudita, Bulgaria ed Emirati Arabi Uniti. La società offre anche servizi di recupero delle apparecchiature che estendono la vita utile dei prodotti IT più vecchi e riducono la quantità di rifiuti destinati a entrare nel flusso del riciclo. HP Financial Services gestisce in ogni parte del mondo lo smaltimento delle apparecchiature IT obsolete in conformità con le normative locali.
La società ha infine annunciato il lancio della campagna Power To Change che incoraggia gli utenti di personal computer di tutto il mondo a cambiare il proprio comportamento a sostegno dell’ambiente.

(tratto da www.toptrade.it)

GLI ITALIANI PERDONO LA MEMORIA

giovedì, 11 giugno 2009

Gli italiani tendono a utilizzare sempre più le chiavette Usb, ma, allo stesso tempo, gran parte degli utilizzatori le perde o non sa esattamente dove si trovino oppure non ricorda il contenuto.
Dal campione preso in esame dal sondaggio condotto da Imation - di cui il 60 per cento uomini e il 40 per cento donne, tutti di età compresa tra i 20 e i 45 anni - è risultato che il 70 per cento degli uomini e il 65 per cento delle donne ne possiedono almeno 3 o 4, mettendo dunque in evidenza il desiderio e la necessità di archiviare - e spesso portare con sé - documenti personali, foto, video e musica.
Il dato curioso è che alla domanda “Sai esattamente dove si trovano e conosci il contenuto di ognuna di esse?” l’80 per cento degli uomini e il 75 per cento delle donne hanno dichiarato di non ricordare il posto esatto e tanto meno di conoscerne il contenuto.
Riguardo lo smarrimento delle chiavette emerge che le donne sono meno sbadate degli uomini; infatti il 68 per cento di quest’ultimi e il 52 per cento delle donne hanno perso almeno una chiavetta Usb nell’ultimo anno. Tra gli uomini, il 3 per cento ha è praticamente certo di perderne altre in futuro.
In seguito a queste “rivelazioni” Imation ha elencato cinque consigli pratici, per aiutare i consumatori a non perdere i propri dati e a proteggerli dall’accesso da parte di utenti non autorizzati: primo, agganciare la chiavetta alla borsa, alla valigetta, al cellulare, alla collana o al portachiavi; secondo, assicurarsi di aver cancellato i file contenuti nel dispositivo una volta terminato l’utilizzo; terzo, acquistare drive protetti da password grazie a software preinstallati, per garantire la sicurezza contro l’accesso da parte di utenti non autorizzati; quarto, preferire chiavette Usb con opzione di protezione hardware in scrittura, per evitare che virus sconosciuti possano infettarle e diffondere la minaccia su altri pc; e ai più “distratti” Imation suggerisce di affidare la propria chiavetta a qualcuno dotato di memoria ferrea che non dimentica mai nulla.

(tratto da www.toptrade.it)