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LA FATTURA ELETTRONICA TAGLIA I COSTI AMMINISTRATIVI

martedì, 26 maggio 2009

L’Osservatorio della School of management del Politecnico di Milano rileva i vantaggi per aziende di ogni dimensione

I vantaggi ci sono per le grandi imprese più che per le piccole, ma solo perché il volume dell’attività amministrativa è più rilevante. Dunque i grandi recuperano prima l’investimento, ma i piccoli ci impiegano poco di più e al massimo arrivano a un po’ meno di un paio d’anni. È questo il quadro che disegna l’Osservatorio della School of management del Politecnico di Milano, che alla fatturazione elettronica ha dedicato una ricerca e un approfondimento.
“Secondo le nostre stime, sono circa 1,3 miliardi le fatture B2b scambiate ogni anno in Italia e circa 1 miliardo le fatture B2c, prevalentemente nei settori energia, telefonia e prestazioni professionali - spiega Alessandro Perego, responsabile scientifico dell’Osservatorio -. Si possono risparmiare per ogni fattura tra i 2-3 euro e gli 80 euro, in funzione del settore e del grado di copertura della soluzione implementata. Il beneficio potenziale per l’Italia derivante dall’adozione diffusa della fatturazione elettronica risulterebbe compreso tra i 10 e i 60 miliardi di euro l’anno. Un’adozione estesa della fatturazione elettronica avrebbe, inoltre, un impatto atteso sulla PA estremamente significativo, prudenzialmente stimato tra 300 milioni e 2 miliardi di euro di benefici annui, e altrettanto significativa sarebbe la ricaduta potenziale sui fornitori della Pa”.
La fattura elettronica è parte di un processo più ampio che comprende ordine, consegna, fattura e pagamento. Si può parlare infatti di fattura elettronica come conservazione sostitutiva dei documenti, fattura come processo interaziendale dove la differenza è data dal fatto se i documenti scambiati sono strutturati (documenti che seguono uno standard) o destrutturati (senza standard) o la intera digitalizzazione del ciclo dove la fattura è una parte del meccanismo. Il Politecnico ha preso in considerazione tutti e tre i modelli per scoprire che nel primo caso (conservazione sostitutiva) i benefici netti parlano di 1-2 euro per fattura con un payback inferiore all’anno e vantaggi che derivano dall’aumento della produttività personale. Con il secondo modello i benefici variano da1 a 4 euro per ciclo quando il dato è destrutturato e 10 euro per ciclo se il dato è strutturato. Il payback è sempre inferiore all’anno. Con il ciclo completo il salto è sensibile. I risparmi sono stimati in 30-80 euro per ciclo con un payback che è largamente inferiore all’anno. In questo caso i vantaggi oltre a riguardare l’aumento della produttività personale riguardano la riduzione dei costi “della non qualità”, che riguardano gli errori nell’introduzione dei dati.